Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata - Monaci Basiliani

Corso del Popolo, 128 - 00046 Grottaferrata (RM) - Tel. (0039) 06.9459.309 - Fax (+039) 06.9456.734

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  • Veduta panoramica
  • Portale d'ingresso
  • Tratto delle mura roveriane
  • La Basilica di S. Maria
  • Mosaico bizantino
  • Arco trionfale
  • Criptoportico
  • La fortezza di notte
Veduta panoramica1 Portale d'ingresso2 Tratto delle mura roveriane3 La Basilica di S. Maria4 Mosaico bizantino5 Arco trionfale6 Criptoportico7 La fortezza di notte8
ORIGINI E STORIA - Valleluce (FR)

Alla fine del 978, quando gli Arabi occuparono Rossano Calabro, centro importantissimo della Calabria, s. Nilo amareggiato dalla profonda corruzione dei Rossanesi, con grande dolore decise di abbandonare quei luoghi ormai seriamente compromessi. Avrebbe potuto raggiungere una qualunque delle località orientali, dov’era già molto conosciuto da quelle popolazioni che, tanto desideravano avere la sua presenza. Ma egli, che schivava la notorietà ed ogni forma di incarico, scelse la direzione opposta, andare verso il Nord, con l’intenzione di avvicinarsi quanto più possibile a Roma, perché era attratto dalla civiltà latina. Dopo estenuanti peregrinazioni, con una sessantina di suoi confratelli raggiunse Capua. Subito dopo si portò in Montecassino per ottenere dall’Abate Aligerno uno dei suoi monasteri. Gli fu concesso quello di S. Angelo in Valleluce che, con i suoi confratelli, raggiunse il 26 settembre 979.

Nei quindici anni di sua dimora in Valleluce (979-994) trasformò la Cella di S. Angelo in grande chiesa, costruì il monastero, ove riunì in cenobio i confratelli, che nei primi tempi vivevano in tuguri sparsi. Nella Diocesi diffuse fede e cultura, tanto che poveri e potenti lo raggiunsero nella sua umile dimora, per ottenere da Lui il perdono, il consiglio o la protezione.

Nel 994 dopo quindici anni di densa preghiera e di attività culturale, Nilo notò in alcuni suoi confratelli un vistoso rilassamento nell’osservanza della regola, per cui ne rimase deluso e amareggiato. Si diede alla ricerca di un altro luogo più appartato, meno conosciuto ed ancora selvaggio. Lo trovò in Serperi (oggi Serapo, frazione di Gaeta) e con dolore vi si trasferì con i confratelli più osservanti. Quando si accorse che ormai era prossima l’ora di rendere la sua anima a Dio, decise di spostarsi verso Roma.

Da quel lontano 979 sono passati diversi secoli, e il 16 agosto 2001, con una suggestiva cerimonia, si erigeva una statua di s. Nilo, una croce e un cippo commemorativo. Erano presenti: l’Archimandrita Esarca Padre Emiliano Fabbricatore, il Rev. Don Faustino Avagliano in rappresentanza dell’Abate di Montecassino, il sindaco Fortunato Di Cicco, la popolazione di Valleluce e molti emigrati della comunità di Boston (Massachusetts - U.S.A), arrivati a proposito per prendere parte alla cerimonia.

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