Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata - Monaci Basiliani

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  • Veduta panoramica
  • Portale d'ingresso
  • Tratto delle mura roveriane
  • La Basilica di S. Maria
  • Mosaico bizantino
  • Arco trionfale
  • Criptoportico
  • La fortezza di notte
Veduta panoramica1 Portale d'ingresso2 Tratto delle mura roveriane3 La Basilica di S. Maria4 Mosaico bizantino5 Arco trionfale6 Criptoportico7 La fortezza di notte8
ORIGINI E STORIA - Rofrano (SA)

Panoramica del comune di RofranoRofrano, oggi comune di oltre duemila abitanti nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (Salerno), sorse prima del Mille intorno alla chiesa e al monastero dei monaci greci, costruiti tra l'VIII e il IX secolo e intitolati alla Madre di Dio. Ingresso dell'antica abbazia basiliana
A venti chilometri da Rofrano, nello stesso periodo storico, i monaci greci costruirono un altro monastero, che intitolarono al martire milanese San Nazario, la cui festa è celebrata nell'Oriente cristiano il 14 ottobre, mentre in Occidente essa è fissata al 28 luglio. Fu in questo monastero che nell'anno 939 circa, il giovane Nicola, di Rossano Calabro si rifugiò per farsi monaco, assumendo il nome di Nilo. Al monastero di San Nazario egli eraChiesa di san Nazario stato indirizzato dai santi Padri del Mercurion, i quali, minacciati dal governatore di Rossano di avere le mani tagliate qualora avessero imposto a Nicola l'abito monastico, inviarono il giovane in un monastero del territorio dei Principi Longobardi di Salerno, dove il governatore non aveva alcun potere.
Il giovane Nicola, diventato il monaco Nilo, rimase a San Nazario quaranta giorni, impegnato in pratiche ascetiche e nel copiare con la sua bella grafia i testi sacri su pergamene.
San Nilo proseguì il suo cammino verso Roma, dopo aver dimorato a lungo in diversi posti della Campania e del Lazio. Concluse la sua lunga e laboriosa esistenza terrena a Grottaferrata, presso Roma, il 26 settembre 1004, all'età di 95 anni. Egli fu il fondatore della celebre Abbazia di S. Maria di Grottaferrata (Roma), che da oltre mille anni è faro di luce e di spiritualità bizantina nell'Occidente cristiano.

Il rapporto di Rofrano con la Badia greca di Grottaferrata è storicamente documentato dal 1131. Risale all'aprile di quell'anno un documento, conosciuto come Crisobollo di Ruggero II, il cui contenuto è il seguente:
Chiesa di Santa Maria di Grottaferrata in Rofrano"Re Ruggero, stando nel suo palazzo di Palermo, concede a Leonzio, abate di S. Maria di Grottaferrata, che sì è presentato da lui per supplicarlo, la chiesa dì S. Maria di Rofrano, sita presso Policastro, con tutti i suoi diritti, grange e pertinenze, confermando alla suddetta chiesa le donazioni largite dal cugino Ruggero (Ruggero Borsa, duca di Puglia, Calabria e Sicilia nel 1085, morto nel 1111) e dal di lui figlio duca Guglielmo (duca di Puglia, morto nel 1127). Aggiunge, per precisare l'estensione del feudo, un dettagliato perimetro dei terreni appartenenti alla chiesa di Rofrano, nonché l'elenco delle nove grange e delle abitazioni civili di sua proprietà. Concede inoltre alla chiesa e al monastero il diritto d'asilo e la giurisdizione criminale”. (Dallo studio della compianta Prof. Enrica Follieri pubblicato nel 1988 sul Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata). (* Vedi nota)
Crocifisso greco del XVIII secoloDa quel momento gli Abati di Grottaferrata ebbero la giurisdizione spirituale e civile su Rofrano, tanto che l'abate Nicola II, eletto proprio nel 1131, in una lapide ora conservata nel museo dell'Abbazia, fece scrivere: “Assunsi la carica di egumeno io, Nicola, signore di Grottaferrata e di Rofrano”. E il suo successore, Nicola III, che fu abate dal 1140 al 1153, viene definito rufranites, ossia rofranese, e questo testimonia lo stretto rapporto creatosi tra Grottaferrata e Rofrano. Questo rapporto durò fino alla seconda metà del XV secolo. Infatti, nel 1476, il feudo di Rofrano, tranne la chiesa e il monastero, fu venduto al diplomatico napoletano Aniello Arcamone, per passare poi al conte di Policastro Giovanni Carafa, nel 1490. Questi cacciò i monaci rimasti nel monastero di Rofrano, che trasformò in proprio palazzo e si arrogò la giurisdizione spirituale del paese, nominando un prete come suo vicario. Questo stato di cose fu risolto dal Commissario Apostolico Silvio Galassi, inviato da Papa Gregorio XIII il quale nel 1583 aggregò Rofrano alla Diocesi di Capaccio (ora di Vallo della Lucania) e trovò tra gli ecclesiastici solo un diacono, figlio di un presbitero greco, l'unico rimasto dei molti presbiteri e diaconi greci che si trovavano un tempo nella terra di Rofrano.
Il Galassi, visitando le chiese di Rofrano, cominciò dalla chiesa madre di Santa Maria di Grottaferrata, dove era custodita un'antichissima icona della Beata Vergine Maria. Questa icona, già scomparsa nel 1691, doveva essere certamente una copia di quella tuttora venerata nella Badia Greca di Grottaferrata, la cui presenza a Rofrano determinò la nuova intitolazione della chiesa, in origine detta semplicemente di Santa Maria (Cfr. Crisobollo di Ruggero II) e poi, dopo la collocazione dell'icona suddetta, diventata chiesa di Santa Maria di Grottaferrata.

Immagine greca della Madonna di Grottaferrata - sec XVIIRofrano venera con filiale devozione la Madonna di Grottaferrata e la festeggia solennemente come sua Patrona e principale Protettrice, l'otto settembre di ogni anno. La chiesa, oggi santuario, è stata ricostruita più volte nel corso dei secoli a causa del movimento franoso del terreno su cui sorge. L'ultima ricostruzione è durata oltre quarant'anni e si è conclusa felicemente con la solenne riapertura al culto e la dedicazione da parte del vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Giuseppe Rocco Favale, il 6 settembre 1996.
All'icona attestata nel 1583 e poi scomparsa sono succedute due statue. Una di esse, in mattoni e calce, è collocata nel presbiterio del Santuario. L'altra, in legno, scolpita a Napoli intorno al 1850 da Francesco Saverio Citarelli, è portata in processione in occasione della festa dell'otto settembre. Copie di questa statua sono state eseguite negli ultimi decenni per le comunità di emigrati rofranesi in Australia e Argentina.
A volere questa statua furono i fratelli sacerdoti Ronsini: don Michelangelo, Arciprete di Rofrano, e il Canonico Domenicantonio, quest'ultimo benemerito storico locale, che nel 1873 pubblicò i suoi Cenni storici sul Comune di Rofrano, giunti alla terza edizione nel 2004.

Nell’anno 2004, anno millenario della morte di San Nilo da Rossano e della fondazione dell'Abbazia Greca di Grottaferrata, Rofrano ha vissuto un momento glorioso della sua storia. È stato celebrato infatti il gemellaggio tra i Comuni di Rofrano e di Grottaferrata, insieme con gli altri comuni del percorso niliano e Padre Emiliano Fabbricatore, Archimandrita Esarca dell'Abbazia Greca, ha celebrato la Divina Liturgia nel Santuario di Santa Maria di Grottaferrata in Rofrano in occasione della festa dell'otto settembre.

Giovanni Scandizzo

(*) Nota:Santuario Maria SS.ma del Sacro Monte - Novi Velia (SA)
Santuario Maria SS.ma del Sacro Monte (Novi Velia, SA)
L'ipotesi che il Santuario sia stato fondato prima del secolo XII è avvalorata dal crisobollo di Ruggero II che, nel 1131, concedeva il feudo di Rofrano all’abate Leonzio di Santa Maria di Grottaferrata e, nel delimitarne i confini, scriveva della “rupe di Santa Maria”. Il Santuario infatti è situato a 1.700 metri di altezza, proprio su una rupe, le cui pendici segnavano ad ovest il feudo citato.
E sulla base del ritrovamento di ventiquattro scheletri, durante scavi effettuati presso l'adiacente cappella di san Bartolomeo, si pensa che il Santuario sia stato fondato da monaci italo-greci giunti in quella zona nella seconda metà del sec. X.
Il Santuario è aperto dal 27 maggio al 14 ottobre. Rettore dal 1967 è Mons. Carmine Troccoli.

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