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| ORIGINI E STORIA - San Basilio, il Grande |
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Per quanto Basilio possa essere stato fedele a quelle strade, quando tornò a Cesarea, verso il 356, sia suo fratello Gregorio che sua sorella Macrina (anche lei onorata come santa) notarono in lui pronunciate tendenze alla mondanità. Essendo probabilmente la più dotta persona della Cesarea del tempo, Basilio si era affermato come insegnante di retorica e sembrava che godesse in modo molto compiaciuto del prestigio che la posizione gli arrecava. Fu così scosso da questo atteggiamento di autocompiacimento da Macrina la quale con i suoi appelli al buon senso e alla consapevolezza spirituale gli mostrò le limitazioni di una vita presa interamente da occupazioni mondane. Soprattutto per sua influenza, nel 357 Basilio partì per un viaggio nei centri monastici di Egitto, Palestina, Siria, e Mesopotamia. Quando l’anno seguente tornò a Cesarea, sapeva già cosa fare: spezzando tutti i suoi legami si mise in viaggio verso il Ponto, vicino al Mar Nero e là, sulle rive del fiume Iris, fondò il proprio monastero. In seguito Basilio sarebbe stato coinvolto in altre attività, ma questa fondazione monastica fu probabilmente la sua opera più importante e quella che amava maggiormente. Con una profonda comprensione del ruolo del monachesimo nella cristianità e di come quel modo di vivere dovesse essere praticato, Basilio scrisse una serie di regole – poi chiamate Codice Basiliano – che divennero ispirazione di tutto il successivo monachesimo orientale. Ancora oggi i monaci ortodossi e la maggior parte dei monaci cattolici orientali seguono il Codice Basiliano; prima di tutti, e in particolare, i Monaci Basiliani del Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata. L’influenza dei tempi tuttavia presto interruppe la vita di Basilio nel
Ponto. Con l’aiuto dell’Imperatore Valente l’arianesimo stava
minacciando la Chiesa di Cappadocia ed era necessaria una forte autorità
per fronteggiare l’attacco. Basilio fu persuaso a recarsi a Cesarea
prima per assistere il suo vescovo e poi a succedergli nella sede dopo
la sua morte nel 370. Uno dei primi provvedimenti in qualità di vescovo
fu di mostrare un’aperta sfida a Valente, che stava tentando di
assicurarsi una professione di fede ariana da parte del clero della
Cappadocia; Basilio rifiutò e con il peso della sua influenza e
personalità fece in modo che l’Imperatore desistesse dalle sue
richieste. Attivo qual era nella lotta contro l’eresia, Basilio era
molto attento anche agli altri bisogni della sua diocesi. Appena fuori
Cesarea fece costruire un ricovero per viaggiatori (il primo nel suo
genere) con annesso un ospedale per i poveri. Altri progetti inclusero
una revisione della Divina Liturgia per la sua diocesi (questa è la più
antica delle due Liturgie del Rito Bizantino) e un attenta epurazione
dei preti eretici dalla sua diocesi. Brillante oratore e scrittore
Basilio scrisse anche una ricca serie di sermoni e opere teologiche,
gran parte delle quali miranti a rafforzare la sua gente contro
l’arianesimo. Basilio superò tutte le difficoltà e durante il suo breve vescovato (meni di nove anni), divenne la forza trainante della Chiesa di Cesarea. Quando morì, il 1 Gennaio 379, anche gli ebrei e i pagani assieme ai cristiani furono pronti ad ammettere che la città aveva perso il suo migliore amico. Anni dopo la sua morte Basilio fu descritto da un concilio come "il grande Basilio, ministro della Grazia che ha esposto la Verità al mondo intero": una giusta definizione che ha superato la prova del tempo. |
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