Scarica

Stampa

Chiudi


"Le radici cristiane dell'Europa,
pellegrinaggio alle fonti"


Indirizzo di saluto ai Vescovi cattolici orientali dell'Europa

Padri venerati e amati,

nel pellegrinaggio alle fonti, per il contatto consapevole e fecondo con le radici cristiane dell’Europa, siamo oggi in questa casa della madre di Dio che da dieci secoli vede la comunità monastica, della quale ho l’onore di essere l’egumeno, raccolta in preghiera per la pace di tutto il mondo e per la prosperità della Sante Chiese di Dio. L’Europa degli Stati “laici” non ha voluto accogliere la insistente richiesta del nostro santo Padre di venerata memoria, Giovanni Paolo papa di Roma, di registrare nella sua Costituzione la memoria della fede giudaico-cristiana, incarnatasi nella cultura greco-latina, senza la quale l’Europa stessa non sarebbe quello che è e che rischia di perdere in tante coscienze degli europei di oggi, sempre più confusi e disorientati dal laicismo, dall’edonismo, dal relativismo imperanti. Ma noi e il popolo cristiano affidato alle nostre cure pastorali sappiamo bene che senza il Signore, morto e risorto per noi, per darci lo Spirito del Padre, la vita non ha un significato vero: senza la fede la “domanda di senso” che, anche non espressa consapevolmente, è inscritta nel profondo del cuore umano, è destinata a non avere risposte soddisfacenti e, soprattutto, oggettivamente adeguate.

Dalla fede cristiana nella sua forma orientale le nostre Comunità sono testimonianza autentica e sofferta. Autentica, perché accogliamo, l’integrità della fede apostolica, che include, con gratitudine, la riconoscenza al Signore per il servizio all’unità delle Chiese svolto dal Vescovo di Roma nella sua diakonia petrina; sofferta, perché la fedeltà delle nostre Chiese è stata messa a dura prova nel corso dei secoli, ma la grazia di Dio le ha sorrette, purificate nei loro martiri, e portate oggi ad una nuova fioritura. Si può dire delle nostre Chiese quello che è il motto del venerando protocenobio cassinese, tante volte distrutto e sempre rinato a nuova vita: “Succisa virescit” – una pianta che nonostante tanti tagli è sempre riuscita a verdeggiare di nuovo.

Il nostro monastero di Grottaferrata è anch’esso, nel modo suo proprio, testimone di questa pienezza della Chiesa. Isola bizantina alle porte dell’antica Roma, il cenobio di s. Nilo è sempre stato unito filialmente alla Sede Apostolica fin dalla sua fondazione nel 1004, al tempo della Chiesa indivisa, ed in questa unione ha perseverato fino ad oggi senza mai deflettere. Insieme, nel variare dei tempi e delle condizioni storiche e culturali che la loro singolarità ha dovuto affrontare, i monaci di Grottaferrata hanno conservato la tradizione spirituale e liturgica bizantina, quest’ultima nella sua forma studita.

Noi figli di s. Nilo siamo grati al Signore e fieri di questa preziosa eredità a noi trasmessa dai nostri Padri come un dono ed un compito. Ed è nello spirito di questa gratitudine che chiediamo insistentemente allo Spirito Santo di voler suscitare nel cuore di coloro che Egli chiama l’amore per la vita monastica nella sua forma bizantina in questa casa della Madre di Dio: un tempio ed una dimora che Ella stessa ha chiesto ai nostri santi fondatori Nilo e Bartolomeo.

Grottaferrata, 9 giugno 2005

† Emiliano Fabbricatore

Archimandrita esarca

del Monastero di S. Maria di Grottaferrata


Scarica

Stampa

Chiudi