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Le
catacombe Ad Decimun furono scoperte casualmente nei primi anni del
XX secolo mentre veniva lavorata la terra del vigneto sovrastante:
infatti in quella occasione, sotto il peso dell'aratro, la terra
franò mettendo in luce la scala d'accesso del cimitero. Tutta la
zona era già conosciuta dagli archeologi perché ricca di un
grandissimo numero di resti antichi appartenuti a grandi ville
romane. Nei paraggi delle Catacombe i reperti archeologici sono
sempre stati numerosi, tanto da fare intuire la presenza, proprio in
quel luogo, di un centro abitato. Questo nucleo urbano è stato
identificato dagli studiosi come la "Comunità dei Decimensi", cioè
coloro che abitavano al decimo miglio della via Latina, proprio nel
punto in cui essa si intersecava con la via Valeria, oggi chiamata
via della Cavona. Gli abitanti, come testimoniano le epigrafi
trovate nel luogo, dovevano appartenere ad un ceto medio-basso:
forse erano gli stessi contadini che lavoravano la terra nelle ville
patrizie adiacenti.
Le Catacombe oggi sono situate nei pressi della biforcazione della Via
Anagnina e contengono circa 1.000 tombe risalenti al II/V secolo
d.C. che si estendono per circa 250 metri lineari.
Si giunge ad esse dopo aver superato un cancello in ferro e dopo
aver disceso 27 gradini anticamente rivestiti in marmo, sormontati
da una costruzione recente realizzata in laterizio che serve da
protezione.
All'interno le gallerie sono state scavate direttamente dentro un
banco di peperino e presentano due lucernari uno dei quali, posto
subito dopo il secondo cunicolo, è molto alto ed è affiancato da un
pozzo profondo che, secondo gli studiosi, poteva essere o una
cisterna o un acquedotto che riforniva le ville circostanti.
Le gallerie presentano tutte un soffitto a botte che anticamente era
ricoperto da un intonaco, le cui tracce sono ancora ben visibili.
Proseguendo il percorso, ci si accorge che tra di esse esiste un
dislivello di circa un metro tanto da essere definite dagli studiosi
come "Catacombe a doppio piano contiguo".
Ma la principale particolarità di questo cimitero è la presenza di
un grandissimo numero di epigrafi e graffiti posti su lastre
marmoree che servivano a chiusura dei loculi, contenenti uno o più
corpi. Tra tutte è degna di nota l'epigrafe detta "del Buon
Pastore", dove, oltre all'iscrizione funebre sulla quale si legge:
"Al carissimo benemerente fratello Marciano, Ilaro fece in pace",
sono raffigurati ai lati un Buon Pastore posto tra due palme ed un
vaso da cui fuoriescono dei virgulti che nutrono con i loro chicchi
due uccelli.
Come ogni altra catacomba, anche questa è ricca di "tegule" fittili,
utilizzate anch'esse come chiusura dei loculi; esse aiutano con i
loro bolli a capire e a conoscere, oltre che la provenienza, la data
sia dei materiali che delle tumulazioni.
Nella Catacomba Ad Decimum,
sono scarsissimi gli elementi pittorici perché danneggiati
dall'umidità e dall'incuria del tempo. Nell'arcosolio detto della "Traditio
Legis", troviamo raffigurato al centro della parete di fondo il
Cristo nimbato che alza la mano destra benedicente, mentre con la
sinistra consegna un rotolo di leggi a san Pietro che, con la croce
sulle spalle e genuflesso, le riceve con le mani avvolte nel pallio.
Sul rotolo si può leggere 'DOMINUS LEG(em) DAT". A sinistra è
rappresentato san Paolo con la spada tra due palme, su una delle
quali è posta la fenice. Nel pannello di sinistra è rappresentato il
titolare della tomba "BIATO", panneggiato e posto tra due santi.
Paola Micocci
La pianta delle Catacombe
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ORARI
Tutte le domeniche non coincidenti con festività civili o religiose,
con il seguente orario:
- da ottobre a marzo: ore 10.00-12.30 e ore 15.00-17.30
- da aprile a settembre: ore 10.00-ore 12.30 e ore 16.00-18.30
NB: per giorni infrasettimanali prenotare telefonando al numero
mobile 348.40.66.708 |
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