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In
origine era un piccolo oratorio dedicato da s. Bartolomeo ai martiri
Adriano e Natalia in ricordo del primo monastero fondato da s. Nilo;
venne ampliato nel 1131 per ospitare degnamente sotto l’altare le
spoglie dei due Santi fondatori. E’ chiamata anche Cappella Farnesiana
per l’intervento del cardinale Farnese, che nel 1609 commissionò al
pittore Domenico Zampieri, detto il Domenichino, gli affreschi alle
pareti, ed al celebre Annibale Carracci il quadro della Madonna col
Bambino tra i due santi fondatori, posto sull’altare.
Nella parete destra del presbiterio, il Domenichino rappresenta la
Vergine che offre ai Santi fondatori un pomo d’oro, simbolo di amore
costante; nell’affresco a sinistra s. Nilo, che guarisce un fanciullo
ossesso, rappresentazione fortemente drammatica ed espressiva, con
evidenti richiami alla ‘Trasfigurazione’ di Raffaello.
Nella parete destra della navata sono rappresentati episodi della
edificazione della chiesa: s. Bartolomeo che esamina il progetto della
costruzione presentato dall’architetto, nel quale è ritratto Annibale Carracci,
e sullo sfondo l’episodio miracoloso del santo mentre arresta
una colonna che avendo strappato le funi di sollevamento, era in
procinto di investire un monaco.
A
sinistra della navata, la scenografica rappresentazione dell’incontro di s. Nilo
con l’imperatore Ottone III di Germania, presso Sèrperi (Gaeta); il Domenichino
esegue ritratti di contemporanei nelle vesti degli antichi personaggi.
Altri affreschi rappresentano s. Nilo in preghiera,
s. Bartolomeo che scongiura una tempesta, ritratti dei martiri Adriano e Natalia
e di Padri della Chiesa, e l’Annunciazione. |