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| FACCIATA |
La
facciata della Basilica di Santa Maria di Grottaferrata è
stata ripristinata nelle forme originarie, con il rosone e le
finestre in marmo traforato, gli archetti ciechi in stile gotico e
le cornici in laterizio, che proseguono la decorazione dei fianchi.
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| ATRIO |
A
colonne (prònao) in travertino e
vestibolo (nartèce), ricostruiti nelle forme originarie nel
1930. Il nartèce presenta pavimenti a spina, soffitto in
legno e finestre in marmo traforato. In esso troviamo a sinistra un
fonte battesimale, opera in marmo del secolo XI, di forma
cilindrica, poggiato su leoni alati, che presenta una decorazione
simbolica a bassorilievo; a destra un altare sovrastato da un
affresco di Cristo risorto che libera le anime dall’Ade. |
| PORTALE |
La
porta è detta ‘speciosa’ per la ricca decorazione degli
stipiti, a bassorilievo in marmo con intarsi di pietre e pasta
vitrea. In stile romanico con influssi bizantini, presenta le ante
in legno scolpito di diversa larghezza, riadattate forse da un altro
edificio. Il mosaico sovrastante, in stile bizantino del XI secolo,
rappresenta la ‘Dèisis’, cioè l’intercessione: Gesù
benedicente seduto in trono con il Vangelo di s. Giovanni dove, in
greco, è scritto: “Io sono la porta, chi per me passerà sarà
salvo”; ai lati la Madonna e s. Giovanni e, in proporzioni
minori, la figura di un monaco. |
| INTERNO |
L’interno
della chiesa, originariamente in stile romanico, è stato
trasformato nel 1754 con un rivestimento di stucco in stile barocco
che ha ricoperto gli affreschi alle pareti e le colonne, trasformate
in pilastri.
Il pavimento è in marmo policromo, in opus sectile secondo lo
stile cosmatesco del XIII secolo.
Il coro dei monaci è caratterizzato da pregevoli stalli intarsiati;
fu sistemato nell'aspetto attuale nel 1901. |
| ARCO TRIONFALE |
L'arco
trionfale, che divide la navata centrale dal presbiterio, riservato
ai monaci, è decorato da un mosaico medioevale (XII
secolo). Esso rappresenta la Pentecoste: le figure dei santi
Apostoli, riconoscibili dalle scritte in greco, sono schierate su
seggi preziosi con al centro il trono vuoto in attesa del Cristo per
il Giudizio (etimasia); le figure dei santi, ieratiche e
impassibili secondo lo stile bizantino, esprimono il distacco dalle
cose terrene; nel trono vuoto al centro è raffigurato un agnello,
simbolo del Cristo sacrificato, ai lati gli apostoli Pietro e
Andrea, simboli di Roma e Costantinopoli.
Lo stile dei mosaici, la ricerca di volumetria e le
sfumature ricordano i mosaici del Duomo di Monreale, eseguiti da
maestranze meridionali. |
| AFFRESCHI |
Sopra l'arco trionfale, oltre il mosaico, resta parte del ciclo di
affreschi medioevali (XII-XIII secolo): è rappresentata la Trinità
dentro la ‘mandorla mistica’: Cristo, piccolo di proporzioni, ma di
aspetto adulto, tra le braccia del Padre, regge la colomba raggiata
dello Spirito Santo; ai lati, due schiere di Angeli dalle ricche
tuniche colorate, alle estremità i due profeti Davide ed Isaia.
Altri affreschi furono coperti dal soffitto a lacunari nel 1577 e
quelli un tempo sulle pareti della navata, dal rifacimento
settecentesco (alcuni di essi, staccati, sono nel Museo). |
| ICONOSTASI |
Nel
presbiterio, l'Iconostasi, parete che nasconde l’altare dal
resto della Chiesa, simboleggia la necessità della mediazione
liturgica; le sue tre porte vengono aperte durante i riti. Il
progetto è del Bernini, l'esecuzione del Giorgetti.
Al centro dell'iconostasi, in un coro di angeli, è intronizzata
la Theotòkos, l'icona
della Madre di Dio. |
| VIMA |
Il
‘Vima’ (santuario) è posto nell’abside dietro l’iconostasi
berniniana; dotato di altare quadrato, secondo il rito bizantino, è
sormontato da un baldacchino da cui pende una colomba d’argento per
la custodia del SS. Sacramento. |
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